sabato 25 giugno 2016

Cortina Trail

6 mesi di stress....
6 mesi di "spese pazze" solo per trail
6 mesi di tabella
6 mesi di montagne

IN BOCCA AL LUPO RAGAZZI...

Poi basta però ... Tornate sull'asfalto!!!

AD MANETTAM! 




venerdì 17 giugno 2016

Attese, traguardi e partenze


L’importante è arrivare al rifugio Savoia, superare il cancello, poi con calma arriviamo alla cima del camino….
Sono ancora nel letto a castello del bunker di Tesserete in Svizzera, teatro dello Scenic Trail, ho appena aperto gli occhi, le gambe ancora fanno male dalle salite del giorno prima, leggero mal di testa per la birra gratis del dopo gara, e qui già si parla di correre e soprattutto di correre la Biella Camino!  Dovrei girarmi dall’altra parte e tornare a dormire, invece eccomi a partecipare alla discussione, siamo già pronti a ripartire…  si siamo stanchi, si le ginocchia fanno crick e crack, si i muscoli ti ricordano cosa hai fatto ieri, ma la nostra mente è ancora a 2000 metri, al selfie con il caporetto compagno di avventura Simone, all’abbraccio con l’altro caporetto Marco che ci aspetta sul traguardo, agli sguardi soddisfatti di chi ha tagliato il traguardo, ai sorrisi di quelli che stanno arrivando adesso, alla voglia di ripartire di quelli che sono solo a metà percorso ! C’e nebbia e fa freddo qui sopra, mangiamo anguria tutti imbacuccati invece di godersela in costume su una spiaggia…. e non potremmo stare meglio!




Ma è stata lunga arrivare qui sopra, una salita lunga mesi, lunga tante uscite il martedì sera per il Gorgomoro, lunga tanti week end passati per i monti biellesi, lunga come il viaggio in pulmino dove abbiamo sbagliato strada già a Brusnengo (ops non dovevo dirlo questo…), lunga come il bunker pieno di letti a castello e tutti pieni di volti biellesi, lunga come l’attesa per la pizza da asporto, mangiata facendo previsioni sui tempi del giorno dopo e scritti sul cartone, lunga come la notte quasi insonne pronti ad alzarci al minimo rumore pensando che fossero già le 4:30 ora della sveglia, lunga come quell’ora di posticipo della partenza sperando che fosse finito il diluvio che c’era fuori…..
 Ma il conto alla rovescia arriva, giro per il paesino bagnato e ancora assonnato, si sale per ciottolati dove le pietre sono scivolose e le bacchette si incastrano, usciamo dal bosco ed esce anche un pallido sole, panorami da togliere il fiato (anche per la salita…) ed ecco la croce, sembrava così lontana mentre la guardavamo dal centro di Tesserete, adesso è già alle nostre spalle, dopo il ristoro le pendenze diventano veramente dure, prima passi brevi poi mani sulle ginocchia, un fotografo, sarà finita…. Ci siamo ! siamo sopra, è fatta, siamo sfiniti e contenti, voliamo in discesa, guardo il Garmin, 15km, la salita dura sulla cartina era al 20°…. Sarà sbagliata, non può esserci una salita dura come questa, ma la cartina è giusta (siamo in Svizzera….) e arriva un’altra salita, non è dura come la precedente… è ancora peggio, li si scollina, ma tra le nebbia spunta ancora un pezzo, poi un altro poi un altro ancora….  Daniela si ferma a bere, mi dice: “Forza li a destra è finita” e sparisce nella nebbia spingendo sulle bacchette, il fotografo mi chiede un sorriso,  lo faccio e mi dura per tutta la discesa che fino ad arrivare al ristoro del 24Km e per noi il traguardo.
Ancora una birra per festeggiare Marta che taglia il termina i suoi 54 km, adesso è davvero finita, fine della gara, fine del progetto, fine di un week end da ricordare….
E’ proprio vero che l’attesa per il piacere è essa stessa il piacere penso guardando il traguardo…. Traguardo?? ?  sullo striscione c’è scritto “partenza” e quelle frecce portano al monte Camino…..

lunedì 13 giugno 2016

Caporetto, birra e polletto. Trail perfetto!

Questo post non vuole raccontare la bella gara che l'Atletica Settimese ha ideato e portato avanti negli anni nonostante le varie difficoltà di questo particolare periodo. 

Oggi voglio raccontarvi cos'è il Team Caporetto e cosa ci contraddistingue dagli altri.

Non siamo nè una società nè una squadra, ma all'interno del Team si può trovare competitività, amicizia e quell'ironia presente nelle migliori competizioni di livello internazionale.

Cosa è quindi successo all'Urban Trail Settimo Torino Superga?

Tutto quello che ho scritto.

Una gara nella gara: iniziata quando il buon Lima ha deciso di alzarsi al mattino per venire a correre! Paolo non aspettava altro e, nonostante lo stop di due mesi, non ha esistato a sfidare il finisher della ResegUp. Purtroppo  per il nostro Resegone-Man, Paolo era assetato (oltre che di Spritz che Lima dovrà pagare) anche di vittoria.

E così è stato!

Paolo parte conservativo, Lima si becca una "garminata" sul naso, al  km 7 circa, da una giovane ed avvenente atleta (forse a causa di stalking, da verificare alla moviola), e da li inizia il declino: alla prima salita arranca come non mai, chiudendo la gara in un modo inguardabile.




Passiamo all'amicizia:

in gara c'erano Caporetti di almeno 4 società differenti, che si sono conosciuti tra di loro (chi più, chi meno) nel giro degli ultimi 4 anni, per vicende legate alla corsa. E gli altri Caporetti in giro per Piemonte e dintorni, presenti su whatsapp a ricevere le foto scattate durante la gara e nel dopogara.


Ma l'amicizia non è solo una questione di contatti, è anche una questione di 'casualità' e di 'pancia'.

Proprio come il caso volle che incontrassi Fausto, dopo essermi trattenuto un po' più del dovuto, al ristoro di Superga, avendo così la fortuna di potermi inaspettatamente emozionare e continuare la corsa fino alla fine con lui.
Proprio come il caso volle che l'anno prima io e Mario provassimo questo Urban Trail, spronati da Sarah e Franco, con i quali, nel frattempo abbiamo consolidato una bella amicizia.
Proprio come il caso volle che con Umberto, nonostante i km di distanza, si condividesse la stessa passione per la pallacanestro e si ricordassero i tempi e le amicizie in comune nell'ambiente.
Proprio come la pancia trasforma ogni corsa in un'occasione nuova per mangiare, brindare e divertisti assieme!

E adesso passiamo all'ultimo degli elementi che contraddistinguono i Caporetti: l'ironia.
Ironia nel prendersi in giro e nel mettersi in gioco.

Seppur Lima sapesse, nel suo piccolo, che con Paolo non ci sarebbero state speranze, si è messo in gioco, in balia dei successivi sfottò sulle varie chat.
L'ironia di Alex, che dopo l'ottima gara, sotto la doccia ha detto: "la prossima volta che dico che mi interessa una gara così, ricordatemi di farmi i XXXXX miei" :-).


E infine, l'ironia della sorte, che ha voluto assente a questa gara Mario, fondatore e compagno di merende, che per farsi sentire presente, ci ha donato il suo polletto con patatine del ristoro finale.








Lo scorso anno eravamo due Caporetti a questa gara, ieri eravamo in otto.... e il prossimo anno? Vincerà Lima?

...ad manettam!

venerdì 3 giugno 2016

La Due Santuari Running

Il tempo pare dire di rimetterti a letto quando alzo la tapparella, strada bagnata, aria fresca, montagne coperte da un cielo nero che non promette niente di buono, arrivano i primi whatsapp:

Piove ? Mettiamo la termica ? I manicotti ? 

Eleonora ed Enrica alla loro prima 2sr sono raggianti: per loro c'è il sole... anche se a Graglia ci attende la nebbia.

Ma siamo in tanti “pellegrini”su al Santuario, Team Caporetto quasi al completo (qualcuno ha fatto solo il tifo, più utile di quanti si pensi),saluti, prime foto, due risate, il calore umano supera quello meteorologico ed eccoci a zompettare in canotta e pantaloncini con la mente già in cima alla Bossola, al ponte sull'Elvo, all'interminabile risalita verso Oropa, all'ultimo tratto sterrato e ai terribili 200 metri finali...

Peccato per questa nebbia, l'ho sempre odiata anche in macchina, più della neve, più delle code in tangenziale, più dei trattori, più dei vecchi con il cappello, più dei ciclisti affiancati.... e adesso anche qui sul Tracciolino, non mi fa vedere il bellissimo panorama, non vedo nemmeno le curve davanti a me, inizia anche a piovere, ma qui sopra ha tutto un sapore diverso, l'asfalto disconnesso della strada stretta e tortuosa, i rami degli alberi appesantiti dalla pioggia che incombono su di essa, tutto rende il clima surreale, la nebbia sembra una nuvola e noi ci corriamo attraverso cullati dal rumore della pioggia.

Ora sono qui che guardo le foto: siamo tutti bellissimi, in mezzo a questo bosco dai colori autunnali, bagnati e facce tirate sfoggiamo il nostro miglior sorriso, ci sentiamo tutti un po' eroi, alla fine la nebbia ha dato quel qualcosa in più a questa gara!

Ho parlato poco della gara, non c'è molto da dire, c'è tanto da vivere, posti magnifici, ottima organizzazione, ristrori, spugnaggi, ricco buffet finale completo di birra.... consigliatela a vostri amici runner non biellesi......

Biella, panorama:



martedì 10 maggio 2016

Correre in verticale

C’era l’imbarazzo della scelta questo week-end: subito avrei voluto andare a Milano a farmi inseguire da una macchina, poi mi ero fatto attrarre dal Mottarone, ma poi ho scelto di partecipare alla prima edizione Mosso Vertical Mille, “mosso” dalla curiosità di questo nuovo tipo di “corsa” e dalla voglia di conoscere un territorio così vicino e così poco conosciuto.

Già dal conto alla rovescia dato dal runner-sindaco di Mosso, primo promotore della gara e visibilmente emozionato, capisco di aver fatto la scelta giusta….

Pronti via e si sale, il cuore pompa subito, polpacci in intensione, i quadricipiti che già bruciano, non si sente il solito vociare delle partenze, il fiato è meglio conservarlo !

Mosso ci saluta con entusiasmo, tra salite in asfalto e ciottolati attraversiamo le varie frazioni e non

mancano un applausi e incitamenti, in frazione Macchetto addirittura uno striscione ! Un bell'incoraggiamento per affrontare l’ascesa fino all’Argimonia

Lasciamo il paese ed inizia un bel sentiero ombreggiato: si sente solo il fiato di chi ti corre vicino e qualche pietra che rotola sotto la spinta delle nostre scarpe, il resto è silenzio: fatica per corpo, linfa per lo spirito e la mente…..

Correndo dove si riesce e con le mani sulle ginocchia dove non si riesce, si sale sempre di più ! La vegetazione si dirada, un bel po' sopra di noi si intravede il guard-rail e si “sente” il bocchetto Luvera: si perché anche da qui sotto si sentono applausi ed urla di incitamento che ci spingono fino a scollinare e…. 
.......vedere finalmente tutta quella gente a destra e a sinistra…. Emozione a “manetta” e carica di adrenalina per l’arrampicata finale….

E già dalla prima “salita” ci si arrampica davvero, quasi a gattoni arrivo in cima e intravedo la prima corda, due dritte indispensabili da parte dei volontari del soccorso alpino e via sempre più su ! Un’altra corda, un’altra ancora c’è gente anche qui sopra ad incoraggiarti… quando mi dicono “forza è l’ultima corda” quasi mi spiace….

 Andrea, altro creatore di questa gara, ci attende sul tappeto rosso e da una pacca sulla spalla ed un sorriso a tutti.

Recupero fiato e forze e mi godo il panorama: sopra di noi solo il cielo, sotto lo splendido biellese intorno a me facce stanche ma occhi che sorridono…

Si scende tutti insieme, e i commenti sono tutti entusiasti e un po’ correndo un po’ camminando torniamo al Luvera dove questa volta ad accoglierci è il profumo della salamella, la polenta, i biscotti del Wilmer, pizze, focacce, un po’ di tutto per recuperare le forze !

Forse ha ragione chi dice che ha poco a che fare con la corsa, può darsi, ma alla fine è così importante ? 

Ho corso, ho camminato, ho arrampicato non so… quello che conta è che a distanza di 48 ore ancora rido e sono felice del percorso, della compagnia, della polenta, delle emozioni provate… non è forse questo che cerchiamo nella corsa e nello sport in generale ??

lunedì 11 aprile 2016

I HAVE A DREAM.....


....Scendo dalla navetta in via Lamarmora e mi accoglie una musica festante, lo speaker dal il benvenuto a alle migliaia di runners arrivati un po’ da tutta Italia, a fatica trovo un angolo di panchina libero e mi preparo per la gara. 

Applausi e incitamento ci accompagnano mentre attraversiamo Biella e arriviamo ad Occhieppo dove la banda ci scandisce il ritmo e ci da la forza di affrontare le rive di Muzzano e

…… suona la sveglia !!

Scendo dalla navetta, il silenzio ci accoglie in Via Lamarmora, scelgo una delle tante panchine vuote e mi preparo per la gara. Attraversiamo Biella tra il silenzio e l’indifferenza, ad Occhieppo un paio di persone fuori dal bar ci guardano con facce interrogative, arriviamo alle rive di Muzzano, si sale per i tornanti passo da un lato all’altro per fare meno strada, ma un clacson di una macchina mi ricorda che la strada non è chiusa ! 

Arriviamo a Graglia, discesa e via per il ciottolato del centro, anche qui solo i volontari, a cui non saremo mai abbastanza grati, che ci danno spugne e parole di incoraggiamento, perché per fare il Nec ne serve tanto: prima parte più dolce, mi faccio da parte per fa passare una Panda, finalmente può passare anche il camper, respiro a pieni polmoni i suoi gas di scarico,  meno male che il panorama mi rincuora e soprattutto il Santuario è vicino, un pezzo con le mani sulle ginocchia e via per gli ultimi tornanti e verso il traguardo.

Brindo con l’amico Caporetto Claudio:













....arriva la foto di Mario che beve birra dopo il trail dei laghi con l’amico Umberto:

....di Pablo che dopo la Tuttadritta attende la sua compagna con l’anello in mano:












......di Andrea che ha corso la maratona di Roma con Cesare




Pensate: a Roma e Torino hanno chiuso le strade, il problema di Biella è il traffico






Forse sono un po’ polemico, non me ne vogliano organizzatori e volontari (ieri organizzazione impeccabile: tre ristori in una corsa da 11 km, ottimo e ben fornito il ristoro finale), anzi il dispiacere e soprattutto per loro: tanta passione meriterebbe davvero di essere ripagata con maggiore affluenza, e un territorio bellissimo come il biellese dovrebbe essere invaso anche da runners “stranieri”: I HAVE THIS DREAM !

giovedì 31 marzo 2016

Ma dove vanno ??

L'autore durante un momento di massima manetta!!!


“Ma dove vanno ??” domanda un signore che ci vede passare in via Italia...   
Vanno a  Piedicavallo!” risponde l’altro con quel tono che non capisci se ti stanno ammirando o dando del pazzo.

Noi runners ovviamente la prendiamo come ammirazione ed impettiti, attraversiamo sorridenti e chiassosi il salotto di Biella, scendiamo veloci fino al ponte della Maddalena a prenderci le prime
occhiatacce degli automobilisti e già a Pavignano cala il silenzio: le parole vengono sostituite dai
primi fiati pesanti, le gambe cominciano a scaldarsi. 
Anche io con il mio angelo custode Alex parlo un po meno, ma sto bene, scollino a Pavignano e arrivo in un attimo ad Andorno, anche la salita che porta a Sagliano la supero in agilità, passo corto, sguardo alto, senza fiatone, sarà una grande Biella Piedicavallo, supero altri corridori, va tutto bene ! 

Cavoli questo strappetto che porta alla Balma me lo ricordavo più facile, ma non c’è problema  sto… male !! Dai qui spiana, adesso le gambe si riprendono,  ma non si riprendono, la strada sale ancora, Alex a fianco a me procede in sicurezza, parla con chi ci incita a bordo strada, io non vado, non ho forza…


Ah Campiglia, siamo solo a Campiglia!!!!!!! 
Comincio ad essere superato, cerco con lo sguardo il ponte del Pinchiolo, era li che dovevo iniziare a faticare, ma dov’è ??? Che dura questa salita, Alex mi incita invano, io a malapena metto un piede davanti all’altro, il bivio di Rosazza, dai ci siamo, ma dov’è questo maledetto ponte, una curva, un’altra curva, dov’è il ponte ??? ahh eccolo finalmente, dai l’ultima salita, quello davanti a me cammina, non voglio camminare, non voglio camminare, invece cammino, uno mi supera, ricomincio a correre, basta cammino di nuovo, mani sui fianchi, sguardo basso, alzo la testa solo per un attimo, ma in quell’attimo vedo l’arco azzurro, dai corriamo almeno per la foto e poi non mi vedono più a questa gara.

Ripenso ai due signori in via Italia: “vanno a Piedicavallo” e aggiungo “questi pazzi”. Mi giro,
altra gente arriva, abbracci, sorrisi pacche sulle spalle, una buona Menabra (ehm… due) , un piatto
di pasta e un solo rammarico: che dovrò aspettare un anno per la prossima Biella Piedicavallo….