lunedì 13 giugno 2016

Caporetto, birra e polletto. Trail perfetto!

Questo post non vuole raccontare la bella gara che l'Atletica Settimese ha ideato e portato avanti negli anni nonostante le varie difficoltà di questo particolare periodo. 

Oggi voglio raccontarvi cos'è il Team Caporetto e cosa ci contraddistingue dagli altri.

Non siamo nè una società nè una squadra, ma all'interno del Team si può trovare competitività, amicizia e quell'ironia presente nelle migliori competizioni di livello internazionale.

Cosa è quindi successo all'Urban Trail Settimo Torino Superga?

Tutto quello che ho scritto.

Una gara nella gara: iniziata quando il buon Lima ha deciso di alzarsi al mattino per venire a correre! Paolo non aspettava altro e, nonostante lo stop di due mesi, non ha esistato a sfidare il finisher della ResegUp. Purtroppo  per il nostro Resegone-Man, Paolo era assetato (oltre che di Spritz che Lima dovrà pagare) anche di vittoria.

E così è stato!

Paolo parte conservativo, Lima si becca una "garminata" sul naso, al  km 7 circa, da una giovane ed avvenente atleta (forse a causa di stalking, da verificare alla moviola), e da li inizia il declino: alla prima salita arranca come non mai, chiudendo la gara in un modo inguardabile.




Passiamo all'amicizia:

in gara c'erano Caporetti di almeno 4 società differenti, che si sono conosciuti tra di loro (chi più, chi meno) nel giro degli ultimi 4 anni, per vicende legate alla corsa. E gli altri Caporetti in giro per Piemonte e dintorni, presenti su whatsapp a ricevere le foto scattate durante la gara e nel dopogara.


Ma l'amicizia non è solo una questione di contatti, è anche una questione di 'casualità' e di 'pancia'.

Proprio come il caso volle che incontrassi Fausto, dopo essermi trattenuto un po' più del dovuto, al ristoro di Superga, avendo così la fortuna di potermi inaspettatamente emozionare e continuare la corsa fino alla fine con lui.
Proprio come il caso volle che l'anno prima io e Mario provassimo questo Urban Trail, spronati da Sarah e Franco, con i quali, nel frattempo abbiamo consolidato una bella amicizia.
Proprio come il caso volle che con Umberto, nonostante i km di distanza, si condividesse la stessa passione per la pallacanestro e si ricordassero i tempi e le amicizie in comune nell'ambiente.
Proprio come la pancia trasforma ogni corsa in un'occasione nuova per mangiare, brindare e divertisti assieme!

E adesso passiamo all'ultimo degli elementi che contraddistinguono i Caporetti: l'ironia.
Ironia nel prendersi in giro e nel mettersi in gioco.

Seppur Lima sapesse, nel suo piccolo, che con Paolo non ci sarebbero state speranze, si è messo in gioco, in balia dei successivi sfottò sulle varie chat.
L'ironia di Alex, che dopo l'ottima gara, sotto la doccia ha detto: "la prossima volta che dico che mi interessa una gara così, ricordatemi di farmi i XXXXX miei" :-).


E infine, l'ironia della sorte, che ha voluto assente a questa gara Mario, fondatore e compagno di merende, che per farsi sentire presente, ci ha donato il suo polletto con patatine del ristoro finale.








Lo scorso anno eravamo due Caporetti a questa gara, ieri eravamo in otto.... e il prossimo anno? Vincerà Lima?

...ad manettam!

venerdì 3 giugno 2016

La Due Santuari Running

Il tempo pare dire di rimetterti a letto quando alzo la tapparella, strada bagnata, aria fresca, montagne coperte da un cielo nero che non promette niente di buono, arrivano i primi whatsapp:

Piove ? Mettiamo la termica ? I manicotti ? 

Eleonora ed Enrica alla loro prima 2sr sono raggianti: per loro c'è il sole... anche se a Graglia ci attende la nebbia.

Ma siamo in tanti “pellegrini”su al Santuario, Team Caporetto quasi al completo (qualcuno ha fatto solo il tifo, più utile di quanti si pensi),saluti, prime foto, due risate, il calore umano supera quello meteorologico ed eccoci a zompettare in canotta e pantaloncini con la mente già in cima alla Bossola, al ponte sull'Elvo, all'interminabile risalita verso Oropa, all'ultimo tratto sterrato e ai terribili 200 metri finali...

Peccato per questa nebbia, l'ho sempre odiata anche in macchina, più della neve, più delle code in tangenziale, più dei trattori, più dei vecchi con il cappello, più dei ciclisti affiancati.... e adesso anche qui sul Tracciolino, non mi fa vedere il bellissimo panorama, non vedo nemmeno le curve davanti a me, inizia anche a piovere, ma qui sopra ha tutto un sapore diverso, l'asfalto disconnesso della strada stretta e tortuosa, i rami degli alberi appesantiti dalla pioggia che incombono su di essa, tutto rende il clima surreale, la nebbia sembra una nuvola e noi ci corriamo attraverso cullati dal rumore della pioggia.

Ora sono qui che guardo le foto: siamo tutti bellissimi, in mezzo a questo bosco dai colori autunnali, bagnati e facce tirate sfoggiamo il nostro miglior sorriso, ci sentiamo tutti un po' eroi, alla fine la nebbia ha dato quel qualcosa in più a questa gara!

Ho parlato poco della gara, non c'è molto da dire, c'è tanto da vivere, posti magnifici, ottima organizzazione, ristrori, spugnaggi, ricco buffet finale completo di birra.... consigliatela a vostri amici runner non biellesi......

Biella, panorama:



martedì 10 maggio 2016

Correre in verticale

C’era l’imbarazzo della scelta questo week-end: subito avrei voluto andare a Milano a farmi inseguire da una macchina, poi mi ero fatto attrarre dal Mottarone, ma poi ho scelto di partecipare alla prima edizione Mosso Vertical Mille, “mosso” dalla curiosità di questo nuovo tipo di “corsa” e dalla voglia di conoscere un territorio così vicino e così poco conosciuto.

Già dal conto alla rovescia dato dal runner-sindaco di Mosso, primo promotore della gara e visibilmente emozionato, capisco di aver fatto la scelta giusta….

Pronti via e si sale, il cuore pompa subito, polpacci in intensione, i quadricipiti che già bruciano, non si sente il solito vociare delle partenze, il fiato è meglio conservarlo !

Mosso ci saluta con entusiasmo, tra salite in asfalto e ciottolati attraversiamo le varie frazioni e non

mancano un applausi e incitamenti, in frazione Macchetto addirittura uno striscione ! Un bell'incoraggiamento per affrontare l’ascesa fino all’Argimonia

Lasciamo il paese ed inizia un bel sentiero ombreggiato: si sente solo il fiato di chi ti corre vicino e qualche pietra che rotola sotto la spinta delle nostre scarpe, il resto è silenzio: fatica per corpo, linfa per lo spirito e la mente…..

Correndo dove si riesce e con le mani sulle ginocchia dove non si riesce, si sale sempre di più ! La vegetazione si dirada, un bel po' sopra di noi si intravede il guard-rail e si “sente” il bocchetto Luvera: si perché anche da qui sotto si sentono applausi ed urla di incitamento che ci spingono fino a scollinare e…. 
.......vedere finalmente tutta quella gente a destra e a sinistra…. Emozione a “manetta” e carica di adrenalina per l’arrampicata finale….

E già dalla prima “salita” ci si arrampica davvero, quasi a gattoni arrivo in cima e intravedo la prima corda, due dritte indispensabili da parte dei volontari del soccorso alpino e via sempre più su ! Un’altra corda, un’altra ancora c’è gente anche qui sopra ad incoraggiarti… quando mi dicono “forza è l’ultima corda” quasi mi spiace….

 Andrea, altro creatore di questa gara, ci attende sul tappeto rosso e da una pacca sulla spalla ed un sorriso a tutti.

Recupero fiato e forze e mi godo il panorama: sopra di noi solo il cielo, sotto lo splendido biellese intorno a me facce stanche ma occhi che sorridono…

Si scende tutti insieme, e i commenti sono tutti entusiasti e un po’ correndo un po’ camminando torniamo al Luvera dove questa volta ad accoglierci è il profumo della salamella, la polenta, i biscotti del Wilmer, pizze, focacce, un po’ di tutto per recuperare le forze !

Forse ha ragione chi dice che ha poco a che fare con la corsa, può darsi, ma alla fine è così importante ? 

Ho corso, ho camminato, ho arrampicato non so… quello che conta è che a distanza di 48 ore ancora rido e sono felice del percorso, della compagnia, della polenta, delle emozioni provate… non è forse questo che cerchiamo nella corsa e nello sport in generale ??

lunedì 11 aprile 2016

I HAVE A DREAM.....


....Scendo dalla navetta in via Lamarmora e mi accoglie una musica festante, lo speaker dal il benvenuto a alle migliaia di runners arrivati un po’ da tutta Italia, a fatica trovo un angolo di panchina libero e mi preparo per la gara. 

Applausi e incitamento ci accompagnano mentre attraversiamo Biella e arriviamo ad Occhieppo dove la banda ci scandisce il ritmo e ci da la forza di affrontare le rive di Muzzano e

…… suona la sveglia !!

Scendo dalla navetta, il silenzio ci accoglie in Via Lamarmora, scelgo una delle tante panchine vuote e mi preparo per la gara. Attraversiamo Biella tra il silenzio e l’indifferenza, ad Occhieppo un paio di persone fuori dal bar ci guardano con facce interrogative, arriviamo alle rive di Muzzano, si sale per i tornanti passo da un lato all’altro per fare meno strada, ma un clacson di una macchina mi ricorda che la strada non è chiusa ! 

Arriviamo a Graglia, discesa e via per il ciottolato del centro, anche qui solo i volontari, a cui non saremo mai abbastanza grati, che ci danno spugne e parole di incoraggiamento, perché per fare il Nec ne serve tanto: prima parte più dolce, mi faccio da parte per fa passare una Panda, finalmente può passare anche il camper, respiro a pieni polmoni i suoi gas di scarico,  meno male che il panorama mi rincuora e soprattutto il Santuario è vicino, un pezzo con le mani sulle ginocchia e via per gli ultimi tornanti e verso il traguardo.

Brindo con l’amico Caporetto Claudio:













....arriva la foto di Mario che beve birra dopo il trail dei laghi con l’amico Umberto:

....di Pablo che dopo la Tuttadritta attende la sua compagna con l’anello in mano:












......di Andrea che ha corso la maratona di Roma con Cesare




Pensate: a Roma e Torino hanno chiuso le strade, il problema di Biella è il traffico…






Forse sono un po’ polemico, non me ne vogliano organizzatori e volontari (ieri organizzazione impeccabile: tre ristori in una corsa da 11 km, ottimo e ben fornito il ristoro finale), anzi il dispiacere e soprattutto per loro: tanta passione meriterebbe davvero di essere ripagata con maggiore affluenza, e un territorio bellissimo come il biellese dovrebbe essere invaso anche da runners “stranieri”: I HAVE THIS DREAM !

giovedì 31 marzo 2016

Ma dove vanno ??

L'autore durante un momento di massima manetta!!!


“Ma dove vanno ??” domanda un signore che ci vede passare in via Italia...   
“Vanno a  Piedicavallo!” risponde l’altro con quel tono che non capisci se ti stanno ammirando o dando del pazzo.

Noi runners ovviamente la prendiamo come ammirazione ed impettiti, attraversiamo sorridenti e chiassosi il salotto di Biella, scendiamo veloci fino al ponte della Maddalena a prenderci le prime
occhiatacce degli automobilisti e già a Pavignano cala il silenzio: le parole vengono sostituite dai
primi fiati pesanti, le gambe cominciano a scaldarsi. 
Anche io con il mio angelo custode Alex parlo un po meno, ma sto bene, scollino a Pavignano e arrivo in un attimo ad Andorno, anche la salita che porta a Sagliano la supero in agilità, passo corto, sguardo alto, senza fiatone, sarà una grande Biella Piedicavallo, supero altri corridori, va tutto bene ! 

Cavoli questo strappetto che porta alla Balma me lo ricordavo più facile, ma non c’è problema  sto… male !! Dai qui spiana, adesso le gambe si riprendono,  ma non si riprendono, la strada sale ancora, Alex a fianco a me procede in sicurezza, parla con chi ci incita a bordo strada, io non vado, non ho forza…


Ah Campiglia, siamo solo a Campiglia!!!!!!! 
Comincio ad essere superato, cerco con lo sguardo il ponte del Pinchiolo, era li che dovevo iniziare a faticare, ma dov’è ??? Che dura questa salita, Alex mi incita invano, io a malapena metto un piede davanti all’altro, il bivio di Rosazza, dai ci siamo, ma dov’è questo maledetto ponte, una curva, un’altra curva, dov’è il ponte ??? ahh eccolo finalmente, dai l’ultima salita, quello davanti a me cammina, non voglio camminare, non voglio camminare, invece cammino, uno mi supera, ricomincio a correre, basta cammino di nuovo, mani sui fianchi, sguardo basso, alzo la testa solo per un attimo, ma in quell’attimo vedo l’arco azzurro, dai corriamo almeno per la foto e poi non mi vedono più a questa gara.

Ripenso ai due signori in via Italia: “vanno a Piedicavallo” e aggiungo “questi pazzi”. Mi giro,
altra gente arriva, abbracci, sorrisi pacche sulle spalle, una buona Menabra (ehm… due) , un piatto
di pasta e un solo rammarico: che dovrò aspettare un anno per la prossima Biella Piedicavallo….

lunedì 22 febbraio 2016

Saudade......


.............La prima parola che viene in mente ripensando al week end a Barcellona non può che essere saudade.....


Ma una saudade bella che fa tornare il sorriso in questo lunedì nuvoloso, guardo dalla finestra il cielo grigio, e ripenso a Barceloneta, il termometro che indica 26 gradi, noi in maniche corte che guardiamo il mare come non lo avessimo mai visto, ripenso al Parc Guell, alla Sagrada, ai 16000 (gli zeri sono giusti! ) partecipanti alla gara, alla paella, alla sangria (anche se forse la fanno meglio al bar del Toro....) e non posso che sorridere!!

Insomma, sarà stato il week end di san Valentino, ma a Barcellona ci ho lasciato il cuore, non solo merito della città, ma anche degli splendidi compagni di viaggio.
Vi risparmio la descrizione della città, penso ne avrete fin sopra i capelli, andateci, visitatela tutta, camminate per due giorni, ne vale la pena, e se dopo ti aspetta una mezza maratona pazienza... le forze si trovano lo stesso.

Ed è proprio così... la sveglia suona prestissimo, la partenza è alle 8:45 e c'è un bel pezzo da fare con il metrò e a piedi, ma in quel tragitto cominci a incrociare gli altri corridori, sempre di più, mamma quanti... e inizi a sentirti in mezzo a qualcosa di speciale. L'attesa passa veloce rapiti dai volti, dai sorrisi, da qualche "supereroe",dalle foto di rito e via  checi ritroviamo già in griglia. il tempo di farsi il classico in bocca al lupo e ed ecco i coriandoli del colore del nostro pettorale in cielo, si parte ! 

Il percorso interamente cittadino sugli stradoni permette quasi subito di prendere il proprio ritmo anche se con un pò di slalom, tante le bande che con i loro tamburi ti scandiscono il ritmo, gruppi musicali ti accompagnano con bella musica, il passaggio a metà gare è impressionante, si passa tra due ali di folla, insomma non ci annoia, in pratica mi sono accorto che stavo correndo e faticando al 18° km !!

Arrivo al traguardo e per 30 secondi manco il record personale, incontro l'altro caporetto Pablo felicissimo, lui il personale lo ha fatto eccome, ci mangiamo la banana e l'arancio del ristoro (scarsino a dire la verità...) e arrivano gli altri, Mari, Arge, Stefano, Elisa Sasà e Andrea, Erica... tutti con il sorriso stampato in volto.


Stanchi, ma felici non possiamo che festeggiare con una paella squisita al ristorante Boque Palermo in Rue de Valencia (non prendete le costollette d'agnello)..... e già inizia la saudade.

martedì 9 febbraio 2016

Ventiquattro maledetti secondi


Ogni omino che corre, sia campione o tapascione si trova a un certo punto a fare i conti con il tempo.

O meglio, con le sue  varie declinazioni.

Il primo tempo è quello meteorologico.
Alzi la mano chi almeno una volta nella vita, in barba ai cosigli della nonna, non ha messo le scarpe ed è uscito sotto la pioggia o con la neve,con un freddo cane  o con 30 gradi. Sicuramente tutti.
Mario batte meteo

Il secondo tempo, più subdolo, è quello che scorre anno dopo anno rendendo l'omino più maturo (o marcio come nel mio caso).
Qualcuno migliora, qualcuno peggiora, io divento più incosciente alzando sempre un po' di più l'asticella. Situazione di parità

Ma c'è un tempo, bastardo e implacabile che mette tutti in riga ed è quello del chip.

Il chip è come la mamma: ha sempre ragione.

È l'incubo del podista che poi alla fine corre sempre contro il tempo, il suo ovvio. L' omino che corre ha con il tempo del chip un rapporto strano: si  ammazza  di ripetute e di allenamenti duri per guadagnare un minuto in mezza maratona come se fosse l'unico scopo della vita e poi si rende conto che forse non ne vale così la pena. Se l'omino che corre non si diverte più vuol dire che ha trovato i suoi limiti e l'asticella la deve abbassare.

4:00:24 e 1:40:24 ... Ventiquattro maledetti secondi dagli obiettivi.

Chip batte Mario.

La prossima volta però mi prendo la partita!